Il segreto di Stanisław Grygiel (1934-2023)

Livio Melina

 

Omelia pronunciata da Mons. Livio Melina durante la messa di ringraziamento per la vita di Stanisław Grygiel il 23 febbraio 2023 a Roma nella Chiesa di Santa Maria in Traspontina.  

“Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai”.

Ieri, con queste parole severe e con l’austero rito delle ceneri abbiamo iniziato il nostro cammino quaresimale verso la Pasqua di Risurrezione. E oggi il vangelo del giorno, che abbiamo appena ascoltato (Lc 9, 22-25), ci ricorda che c’è un solo modo per salvare la nostra vita: perderla per la causa di Gesù, prendendo ogni giorno la propria croce e seguendolo: “Chi vuole salvare la propria vita la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia la salverà”.

Queste parole risuonano con particolare eloquenza oggi, nel funerale del nostro caro, amato e grande Stanisław Grygiel, Maestro, Padre ed Amico. Esse illuminano la sua vita, permettendoci di coglierne il segreto, ma nello stesso tempo è la sua stessa vita di sequela a Gesù, che le illumina per noi. Egli, infatti, col suo insegnamento e con tutta la sua esistenza, ci ha testimoniato la serietà dell’alternativa che sta davanti a noi. In ogni scelta della nostra libertà si giocano infatti sempre “la vita e il bene, la morte e il male” (Dt 30, 15-20). Egli ci ha insegnato che solo amando il Signore e obbedendo ai suoi comandi si apre per noi il cammino verso quella patria promessa, che qui sulla terra è solo un inizio, bello e fragile.

Per sfuggire dunque al vuoto di senso che minaccia l’esistenza, Stanisław ci ha indicato la via della communio personarum, che può edificarsi solo nella luce di Dio e che inizia da un incontro, che è sempre una sua grazia. Ascoltiamo le sue parole in merito: «Se uno non si trova mai, neppure per un momento, nel clima di un incontro, abbandona questa terra nella convinzione di aver vissuto un’esistenza senza senso né valore. Se ne va vuoto, perché non è stato riempito da nessuno» (L’uomo visto dalla Vistola, pag. 17). Come assomigliano queste parole di Stanisław a quelle che usò qualche anno dopo san Giovanni Paolo II, il suo grande Maestro e Amico, nell’enciclica inaugurale del pontificato Redemptor hominis: «L’uomo non può vivere senza amore. Egli rimane per se stesso un essere incomprensibile, la sua vita è priva di senso, se non gli viene rivelato l’amore, se non lo sperimenta e non lo fa proprio, se non vi partecipa vivamente» (n. 10).

Carissimo Stanisław, la tua vita è stata piena di amore e di persone. Tu ci hai testimoniato però che ogni incontro con le persone è sempre l’invito ad un pellegrinaggio verso il sacro, che l’altro porta dentro di sé, e che solo così quell’incontro può condurre anche alla scoperta del sacro che ciascuno di noi porta dentro di sé. Ciò richiede una conversione: rinunciare all’esistenza inautentica del calcolo e del possesso, per aprirsi al dono e alla comunione. Senza metanoia l’uomo perde se stesso perché non è in grado di entrare nel mistero dell’altro e di crescere ogni giorno nel dono di sé.  Chi, invece, contempla (cum templum) il sacro nell’altro e con l’altro vive un incessante stupore, non invecchia. Ecco: era questo il segreto della tua giovinezza. “Chi sta coi giovani rimane sempre giovane” disse il giorno di un suo compleanno Giovanni Paolo II.

Perdere la propria vita, donarla nell’incontro: ecco il tuo segreto. È quel dono di sé, che solo Cristo ha realizzato perfettamente sulla croce, facendo della sua esistenza umana, della sua carne umana un dono perfetto, così che anche la nostra vita, seguendolo e portando ogni giorno la sua croce, si salvi nel donarsi continuo.

Ora, caro Stanisław, il tuo pellegrinaggio si è concluso, mentre il nostro continua. Ora tu sei arrivato alla mèta e contempli faccia a faccia il mistero che hai sempre cercato e tanto amato: contempli il Volto di Cristo e nel suo Volto ritrovi anche i nostri volti, in quella communio personarum, che, iniziata nel tempo, continua e trova la sua perfezione nell’eternità, interminabilis vitae tota simul et perfecta possessio (S. Boezio).

Ora la tua vita “è ormai nascosta con Cristo in Dio. E quando si manifesterà Cristo, la nostra vita, allora anche noi saremo manifestati insieme con Lui nella gloria” (cf. Col 3, 3-4). Ora, dicendoti il nostro: «A – Dio!», noi siamo smarriti perché per noi rimane un velo, un dolore, tanto più grande quanto più forte è stato l’affetto e il legame con te. Ma nello stesso tempo ringraziamo il Signore per te. Che grande dono è stato per ciascuno di noi incontrarti, camminare con te, averti come Sposo, come Padre, come Maestro, come Amico, come Nonno!

E guardandoci ora, in questa distanza e con questa tua nuova presenza dentro, un po’ straniti, ci diciamo l’un l’altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto quando lungo il cammino conversava con noi e ci spiegava le Scritture?» (Lc 24, 32)., quando ci parlava del mistero dell’uomo e del mistero di Dio? Chi accende un fuoco simile nel cuore degli altri diventa padre per sempre! Il dolore enorme per questa temporanea breve separazione (ancora un poco…) è tutta dentro la certezza che presto, in Cristo Risorto, ci riabbracceremo. E allora ogni lacrima sarà asciugata nella gioia di una comunione finalmente senza veli e senza ombre.

E così, mentre ti affidiamo, nel suffragio delle nostre povere preghiere e in quello molto più sicuro e potente del Sacrificio Eucaristico di Cristo, mentre ti affidiamo alla misericordia del Padre, ti ringraziamo, caro Stanisław, per il fuoco che hai acceso in noi e per la grande eredità che ci lasci, e ti promettiamo di metterla a frutto, nella “verità dell’amore” (Veritas amoris), per la Chiesa e per le famiglie, che hai tanto amato.

 

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Livio Melina

Livio Melina

Livio Melina è Teologo Moralista. Già Ordinario di Teologia morale (dal 1996 al 2019) presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia a Roma, di cui fu Preside dal 2006 al 2016. Vi ha fondato e diretto l’Area Internazionale di Ricerca in Teologia morale. Membro ordinario della Pontificia Accademia di Teologia, è stato Direttore scientifico della rivista "Anthropotes" e visiting Professor a Washington DC e a Melbourne. Ha tenuto e tiene corsi e conferenze in varie Università internazionali.

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